CENTAURI – Scheda di Razza
| Campo | Descrizione |
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| Nome Razza | Centauri |
| Immagine | |
| Descrizione | Creature della natura e delle foreste, dal torso umanoide e il corpo equino. Selvaggi e saggi allo stesso tempo, eccellono sia nelle arti belliche che in quelle intellettuali. Velocissimi nella corsa ma goffi nelle città, sono rinomati guaritori, studiosi delle erbe e abilissimi cerusici. |
| Origini | I Centauri sono creature ibride, metà umane e metà equine, simbolo vivente della fusione tra istinto e ragione. Fieramente legati alla libertà, alle foreste e alle praterie, sono noti per il loro carattere indomabile, il profondo senso di giustizia e una diffidenza radicata verso gli umani, maturata attraverso secoli di persecuzioni.Origini e miti
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| Cultura e lingua | Cultura e Società I Centauri vivono in branchi-famiglia fortemente uniti, guidati da un capobranco scelto per rispetto e autorevolezza, non per nascita. La loro cultura è orale, legata alla natura, alla libertà e all’onore del branco. Rifiutano ogni forma di sottomissione o domesticazione e considerano sacre le foreste e le grandi radure in cui migrano. Il rispetto reciproco e l’equilibrio con l’ambiente sono i pilastri della loro società. Lingua
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| Aspetto, differenze tra sessi | Aspetto e anatomia
Distinzione (comune) tra sessiMaschi
Femmine
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| Sensi | Nonostante occhi, orecchie e mani siano umani, la loro vita selvatica affina i sensi:vista, udito e olfatto: leggermente superiori a quelli umani; |
| Statura e Dimensioni |
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| Modificatori razziali | Modificatori |
| Bonus e malus | Capacità speciali
Carica: attacco devastante con breve rincorsa. Portata con armi ad asta:
Destrezza con l’arco: precisione elevata anche in corsa. Richiamo della Foresta: imitazione dei versi animali per coordinare o richiamare creature. Malus
Ingombro: spazi stretti compromettono gravemente movimento e combattimento. Punto debole: le zampe; ferite agli arti inferiori riducono drasticamente mobilità. |
| Skills Speciali | skill di razza (indice) skill dei Centauri |
| Longevità | Vivono fino a 220 anni, raggiungendo l’età adulta verso i 12 anni. Alimentazione: Sono erbivori migratori: si nutrono di erbe dure, foglie, cortecce, radici e piccoli pasti frequenti. |
| Allineamento | Psicologia e carattere
Pregi e difetti umani amplificati. Impulsivi, permalosi, rapidi all’ira, ma intelligenti e giusti. Non attaccano senza motivo, ma reagiscono violentemente se intrappolati o minacciati. Il Bosco viene considerato sacro. |
| Percezione delle Altre Razze | Metodo di riconoscimento: non percepiscono in modo particolare le altre razze, anche se potrebbero avere qualche vantaggio nel farlo grazie all'estrema abilità medica e di conoscenza accademica (se si scelgono quel ramo \ skill) |
| Rapporti con altre Razze | Rapporti con altre razze
Non sono domabili; permettono di essere cavalcati solo come segno d’onore e in rarissimi, quasi leggendari casi. |
| Possibili "sottorazze o famiglie" | Società dei Centauri
[Vd abilità delle fate qui: Abilità Centauri] |
| Approfondimenti |
Storia e Origini
La storia dei Centauri è segnata da violenze, incomprensioni e persecuzioni, spesso dovute ai tentativi degli umani di scacciarli dalle loro terre. Nonostante ciò, gli altri popoli riconoscono loro una natura fiera, indomabile e coraggiosa.
La loro stessa forma unisce simbolicamente terra e aria (e natura e saggezza): una duplicità che si riflette anche nel carattere. I Centauri possono essere selvaggi e diffidenti, ma sono anche profondamente legati alla libertà, alle foreste e alle ampie praterie dove vivono.
Numerosi miti narrano la loro creazione, ma non è davvero possibile discernere una verità univoca, ma tutti li raccontano sottolineando la loro natura ibrida e il loro equilibrio tra istinto, natura e sapienza:
Alcune leggende parlano della causa dell'origine di queste creature come un'incrocio di intenti di Gaia e Gillean.
Qui si sottolinea la nascita dei Centauri come popolo nobile, custode dell’equilibrio tra istinto e saggezza.
Alcuni bardi narrano di come, quando il mondo era giovane, le foreste erano così fitte che la luce non toccava mai il suolo. Haizleph, o Gaia (diverse facce della stessa Dea), spirito della Vita e della Natura Selvaggia, desiderava un popolo che potesse correre libero tra gli alberi, ma che fosse anche capace di comprendere la lingua delle radici, dei venti e delle stelle.
Gillean, signore della Sapienza e della Magia, osservava la creazione di Gaia con curiosità. “La forza senza conoscenza è cieca,” disse. “La mente senza conoscenza è fragile.”
I due Dei, non sempre concordi, decisero di creare insieme una stirpe che incarnasse l’armonia tra istinto e conoscenza. Gaia modellò il corpo di un cavallo selvatico, nato dal fango fertile delle foreste primordiali delle profondità del bosco Dorato; Gillean vi intrecciò la forma di un giovane saggio, donandogli parola, memoria e spirito d'osservazione.
Quando la creatura prese vita, i due dei la benedissero con un duplice destino:
• correre come il vento, libera e indomabile;
• parlare come un sapiente, capace di custodire segreti antichi.
Così nacquero i primi Centauri, chiamati Figli del Patto. Per secoli furono mediatori tra popoli, guide dei viandanti, guardiani delle foreste sacre. Ancora oggi, i centauri più anziani affermano che nelle loro vene scorrano radici e stelle, e che ogni passo sia un dialogo tra Gaia e Gillean.
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Una seconda ipotesi riguarda invece Il Rito Selvaggio di Melte e Dahema
Qui viene sottolineata la nascita dei Centauri come popolo fiero, tribale, legato agli spiriti e alla libertà assoluta.
Molto prima che gli Dei maggiori si interessassero ai mortali, le tribù nomadi vagavano nelle pianure del Sud, guidate dagli spiriti degli antenati.
In quel tempo, Melte - Dea della Libertà, dell’Eccesso e dei Baccanali - scese tra i mortali per celebrare una notte di follia e danza.
Le tribù accesero fuochi immensi, bevvero infusi sacri e danzarono fino a perdere il respiro. Dahema, spirito del Focolare e degli Antenati, osservava la scena: vedeva nei mortali la fragilità, ma anche la volontà di sopravvivere.
Quando le danze raggiunsero il culmine, Melte gridò:
“Che la libertà spezzi ogni limite!”
Dahema rispose:
“Che la memoria degli antenati non vada perduta!”
Le due divinità unirono i loro poteri in un rito che nessun mortale aveva mai visto. Le ombre dei danzatori si fusero con quelle dei cavalli sacri che correvano attorno al fuoco. Spiriti, carne e passione si intrecciarono.
All’alba, dalle ceneri del rito emersero i Centauri più Tribali:
• corpi di cavalli possenti, simbolo della libertà di Melte;
• busti umani tatuati con i segni degli antenati, dono di Dahema.
Questi centauri non erano nati per servire né per essere domati: erano figli del fuoco e della memoria, guerrieri nomadi che vivevano secondo un’unica legge... o nessuna legge.
Ancora oggi, alcune tribù centaure celebrano il “Rito del Primo Fuoco”, ricordando che la loro stirpe nacque da una notte di eccesso, spirito e sopravvivenza.
V'è poi un'altra storia alla quale alcuni Centauri tengono molto, che non riguarda l'origine della loro stirpe, ma il loro ruolo di guerrieri e di cerusici nel regno.
Una storia recente, nata durante la Grande Invasione, che spiega perché i centauri abbiano un ruolo ambiguo nella città dei sopravvissuti.
Durante gli anni dell’assedio di Soth, quando Sid era circondata da fiamme e demoni, le razze del Patto della Resistenza cercavano disperatamente alleati.
Le foreste a nord erano abitate da una piccola tribù centaurina, guidata da Rathor Zoccoloferreo, un guerriero noto per la sua saggezza e per la sua ostinazione.
Gli emissari di Sid - elfi, umani e nani - chiesero aiuto alla tribù. Rathor esitò: i centauri non si erano mai piegati a nessuna città, né avevano mai combattuto guerre che non fossero le loro.
Fu allora che, secondo la leggenda, apparve uno spirito sconosciuto, forse un frammento di Gillean, forse un eco di Dahema, forse qualcosa di più antico. Lo spirito parlò solo a Rathor:
“Se Sid cade, la foresta cadrà con lei. Se la foresta muore, il tuo popolo non avrà più dove correre.”
Più prosaicamente, per qualcuno fu lo stesso Capitano della resistenza, Merkius Devon, a convincere il centauro della necessità di aderire al patto per difendere il territorio.
Qualcuno parla anche di una rara amicizia del Comandante, sviluppatasi nei confronti del centauro.
Rathor accettò allora il Patto della Resistenza. I centauri combatterono con ferocia, ma pagarono un prezzo altissimo: più della metà della tribù morì durante la battaglia del Ponte delle Tre Lame, Rathor compreso.
Quando la guerra finì, molti sopravvissuti tornarono alle loro terre, ma qualcosa era cambiato.
Alcuni centauri scelsero di restare a Sid, convinti che il loro destino fosse ormai intrecciato a quello della città. Altri li considerarono traditori della libertà tribale.
Da allora, i centauri sono visti come:
• eroi da chi ricorda il Patto della Resistenza;
• selvaggi da chi teme la loro forza;
• fratelli spezzati da chi conosce la loro storia.
Fatto sta che da allora, alcuni centauri si sono presi la briga di fondare e gestire una scuola medica di stampo enciclopedico proprio in centro città, dove, in un ambiente appositamente strutturato per le creature equestri, anche oggi, istruiscono gli allievi in campo medico.
E c’è chi dice che, nelle notti di luna piena, Rathor stesso cammini ancora tra le rovine del vecchio quartiere elfico o quello magico, cercando un modo per ricostruire il ponte tra la foresta e la città.
Anatomia
Aspetto Esterno
I Centauri uniscono un busto umano al corpo di un cavallo, risultando eleganti, possenti e slanciati.
Il manto, la criniera e la pelle variano come quelli di umani e cavalli.
L’altezza deriva dalla somma tra l’altezza al garrese e metà della statura umana, spesso intorno ai 2,3–2,5 metri. Il peso varia dai 100 kg dei giovani ai 400 kg degli adulti.
Anatomia Interna
Il loro sistema cardiovascolare e respiratorio è doppio (umano + equino), mentre quello riproduttivo è interamente equino. Il sistema nervoso assomiglia a quello umano, permettendo grande finezza nei movimenti del busto superiore.
Sensi
Nonostante occhi, orecchie e mani siano umani, la loro vita selvatica affina i sensi:
vista, udito e olfatto: superiori a quelli umani;
tatto: leggermente meno sensibile;
mani: con pollice opponibile, utili nella costruzione di strumenti e nell’uso delle armi.
Caratteristiche Generali
Longevità
Vivono fino a 220 anni, raggiungendo l’età adulta verso i 12 anni.
Alimentazione
Sono erbivori migratori: si nutrono di erbe dure, foglie, cortecce, radici e piccoli pasti frequenti.
Dentatura
Maschi: 40 denti
Femmine: 36 denti
La dentatura mantiene la crescita costante tipica degli equini.
Habitat
Prediligono foreste, boschi e soprattutto ampie radure incontaminate.
Caratteristiche Fisiche
Sono estremamente forti e veloci.
Il loro principale punto debole sono le zampe: una ferita lì compromette mobilità e capacità di combattimento.
Aspetti Caratteriali
I Centauri possiedono pregi e difetti umani amplificati. Leggende e racconti li descrivono ora come saggi illuminati, ora come selvaggi feroci.
Sono spesso permalosi, impulsivi e rapidi all’ira, ma anche intelligenti, ragionevoli e animati da un profondo senso della giustizia.
Vivono nel Bosco Atro (o equivalente), che considerano sacro. Mantengono un atteggiamento distaccato verso le altre razze: diffidenti verso gli umani, più affini a elfi, driadi e satiri. Non attaccano senza motivo, ma se circondati o costretti in spazi angusti possono esplodere in una violenza incontrollabile.
Comportamento
Non sono domabili e permettono a qualcuno di salire sulla loro groppa solo se lo ritengono un onore. Rifiutano selle e bardature.
Sono diffidenti verso gli umani, ma collaborano volentieri con creature dei boschi. Possiedono un rapporto particolare con la foresta: percepiscono segnali sonori e olfattivi che altri non notano.
Vivono in gruppi-famiglia molto solidi, in cui la responsabilità di un membro ricade sull’intero branco.
Maschi
Più aggressivi, soprattutto se manca il rispetto o se devono proteggere il branco.
Preferiscono armi da getto o contundenti.
Di solito non uccidono: puniscono.
Femmine
Più miti e pazienti, ma ferocissime in difesa della prole.
Preferiscono il combattimento a distanza.
Sono ottime ostetriche e guaritrici, protettive con i piccoli di ogni razza.
Società
La loro società è guidata da un capobranco, maschio o femmina, scelto per forza, carisma e rispetto.
Il leader non è un tiranno: se abusa del potere, il branco lo isola.
Il suo ruolo è scegliere i percorsi migratori, indicare le risorse, mantenere la coesione e punire o premiare quando necessario.
Religione
I culti principali sono:
Haizleph – venerato dai Sagittari
Gillean – venerato dai Sileni
Culti minori: Melte, Dahema, Ert.
Lingua
La loro lingua è antica e parlata quasi solo nelle foreste. È nota anche a ninfe e satiri.
Quasi tutti i Centauri parlano il Comune e l’Elfico.
Capacità Speciali comuni
Carica
Grazie alla potenza equina possono effettuare cariche devastanti con una breve rincorsa.
Portata
Con armi ad asta possono colpire prima dell’avversario:
Puledro: nessuna portata
Adulto: 2 m
Veterano: 3 m
Destrezza con l’Arco
Straordinaria precisione anche durante la corsa.
Richiamo della Foresta
Possono imitare i versi degli animali del bosco per coordinarli, richiamarli o inviare segnali.
Malus
Ingombro
Gli spazi stretti li rendono quasi incapaci di muoversi e combattere. È uno dei loro punti deboli più importanti.
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