Scheda razza: DEMONI

| Campo | Descrizione |
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| Nome Razza | Demoni |
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| Descrizione | Legioni di spiriti immondi sono relegati negli inferi, e solo pochi tra quelli che ce la fanno a migrare nel mondo materiale riescono ad acquisire una natura corporea. Gli interessi e le azioni di questi demoni incarnati sono guidati dalla natura caotica e distruttiva del loro mondo d’origine. Esistono diversissimi tipi di demoni. |
| Origini | Entità spirituali nate negli Inferi, piano del Chaos e del disordine eterno. Non “nascono” in senso biologico, ma si formano dalla proliferazione del male, del tormento e delle emozioni negative. Intrinsecamente ribelli a ogni ordine, anche a quello imposto dagli dèi. |
| Cultura e lingua | CulturaI demoni non possiedono una cultura nel senso mortale del termine. La loro “società” è fondata su clan infernali, patti temporanei e gerarchie instabili basate su potere, inganno e forza spirituale. Tradizioni, leggi e valori sono fluidi e strumentali; il tradimento non è disonorevole se vantaggioso. Ogni demone persegue il proprio tornaconto o quello del clan finché coincide con i propri interessi. Lingua
La lingua originaria dei demoni è l’Abissale, idioma infernale composto da suoni distorti e simboli rituali. Ogni demone possiede un nome segreto in Abissale: conoscerlo consente di vincolarlo o dominarlo. I demoni possono apprendere e parlare le lingue dei mortali tramite studio, evocazione o possessione. |
| Aspetto, differenze tra sessi | Corpo e Manifestazione Essenzialmente spiriti. Per agire nel mondo materiale devono incarnarsi in un corpo di necroplasma, sostanza pseudo-organica estremamente densa e resistente. La carne demoniaca pesa circa il doppio di quella umana. Manifestazione possibile tramite evocazione, possessione, trasformazione di mortali corrotti o trasmigrazione tramite Raughbar (nucleo vitale cristallino e scrigno della sua essenza). Aspetto Fisico Estremamente variabile, dipende dal tipo di Demone. Tratti spesso comuni o possibili: corna, artigli, code, zanne, ali membranose, pelle squamosa o glabra, proporzioni inumane. Forma spesso bipede, ma non obbligatoria. A seconda della loro Natura (del PG) potrebbero essere simili agli umani ma con corna ed occhi rossi, creature infernali e orribili più simile ad una bestia, o anche piccole bestioline pelose figlie del male. |
| Sensi | SensiI sensi fisici dei demoni sono spesso variabili e non sempre superiori a quelli umani (come parametri, sono simili). La loro vera percezione è spirituale: avvertono la presenza di entità soprannaturali, distinguono vita e non-vita e riconoscono angeli, demoni e spiriti tramite tracce mistiche più che tramite vista, udito o olfatto ordinari. NON riconoscono invece le tracce arcane di drow, elfi, fate e maghi., |
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| Modificatori razziali | Modificatori |
| Bonus e malus | Bonus Razziali
Malus Razziali
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| Abilità Speciali | Skill di razza (indice) Skill demoni |
| Longevità | Bisogni e Longevità Immortali. Non invecchiano. Non necessitano di cibo, aria o sonno. Rigenerazione molto elevata: arti e ferite possono ricomporsi col tempo. “Morte” possibile solo tramite distruzione del corpo (eccessiva perdita del necroplasma che porta a incoscienza) o del Raughbar. |
| Allineamento | Moralità e Sacro Generalmente malvagi o amorali. Profondamente ostili al sacro consacrato ad Asgarth. Luoghi benedetti li indeboliscono o li uccidono; luoghi maledetti li rafforzano. Psicologia Individualisti, astuti, crudeli, imprevedibili. Possono essere intelligenti e manipolatori, ma spesso inclini alla violenza brutale. Patti e alleanze sono quasi sempre temporanei e strumentali. |
| Percezione delle Altre Razze | Metodo di riconoscimento: I demoni riconoscono le creature tramite tracce mistiche più che con i sensi normali. Ma percepiscono le aure spirituali di Demoni e Angeli, non quelle arcane di elfi drow e maghi. Non hanno quindi modo di differenziare altre razze o riconoscerle se questi si vogliono camuffare (ex un elfo che si finge uomo o simili). Possono percepire e interagire parzialmente con gli spiriti che stazionano tra l'aldiqua e l'aldilà (cosa che può venire utile per le attività negromantiche) |
| Rapporti con altre Razze | Rapporti con le Altre Razze
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| Possibili "sottorazze o famiglie" | Società e Clan Organizzati in clan infernali basati sulla natura spirituale: Tarasque (diavoli), Indomabili (oni), Kronos o mutaforma (incubi/succubi), Gargantuà (nefilim), Leggendari (daimon). Gerarchie fluide, fondate su potenza, inganno e interesse. Queste tipologie di demoni, hanno un abilità specifica (come i Gargantua che possono crescere esteticamente - non di forza - nel corpo o i Mutaforma, che possono trasformarsi in altre razze, sempre solo esteticamente o perfino in oggetti) [Vd skill demoniche ] |
| Approfondimenti | vd sotto (Link scheda di razza demoni) |
Natura e origine dei demoni
I demoni sono i comuni abitanti degli inferi, un piano d’esistenza sconquassato da continui cataclismi cosmici che non è possibile descrivere con termini comprensibili se non come qualcosa di antico e destinato ad una perpetua esistenza. Gli inferi sono la sede del Chaos, e l'origine della razza demoniaca si attribuisce per vie trasverse al suo volere. Non si sa meglio perché essi vadano esistendo; il capriccio di una divinità, soprattutto se folle e malvagia non vuole giustificazione alcuna.
Essendo però i demoni esseri imprevedibili, non tutti loro sono spontaneamente sottomessi alla volontà di Chaos o di altri dei. Infatti, in quanto agenti del disordine, agiscono con una logica enigmaticamente contorta ed estremamente insidiosa: si schierano, tradiscono o rigettano ogni parte a seconda di come più aggradi il loro arbitrio personale dell’occasione ed i propri scopi occulti. In quanto il principio alla base di ogni demone è la ribellione all’ordine prestabilito, le loro azioni rispondono semplicemente all’indole soggettiva. In base a ciò, un demone sceglie se ubbidire soltanto a se stesso o se rendere conto a terzi, siano essi alleati, superiori, governanti, divinità o quant’altro. È in questo, non nella cieca ubbidienza ad egli, che i demoni soddisfano gli scopi di Chaos.
Origini del male e sigillo degli inferi
L'essenza che concretizza la natura di un demone non trova logica esistenziale dovuta ad un preciso istante, in quanto esso non nasce nel senso noto del termine. La vita di un demone ha sempre inizio in una delle molteplici regioni infernali, molti arguiscono come conseguenza involontaria di un accumulo di forze malvagie le quali unificandosi vanno dando origine ad una forma in perpetua evoluzione asservita alle condizioni aberranti che lo hanno generato.
Il male è sempre esistito, e pare che i demoni nacquero appunto dalla proliferazione d’intenti maligni e cattivi stati d’animo, come vera e propria personificazione della malvagità. Si dice che le orde dei demoni furono libere di dispensare terrore per il mondo finché il dio Asgarth non le affrontò imprigionandole negli inferi, dove la loro malvagità si sarebbe riversata sugli spiriti dei dannati anziché sui viventi. L’evoluzione del mondo era seguita dalla diffusione dell’oscurità, e con le ere questo logorò il sigillo degli inferi, permettendo così a qualche sparuto demone di sfuggire ai vincoli infernali per tornare sulla terra. Seppur questo era un numero irrisorio rispetto alla totalità delle legioni abissali, fu comunque influente sugli equilibri del mondo fino ad ora.
Corpo demoniaco e necroplasma
Così, i demoni interessati ad invadere il mondo materiale devono sforzarsi per eoni di guadagnare l’uscita dall’inferno. Anche avendo successo, la successiva sempre ardua impresa è quella di ottenere un corpo fisico e divenire veri e propri demoni corporei. Questo processo è misterioso ma avviene sicuramente assorbendo grandi concentrazioni di forze da ciò che è più affine al mondo demoniaco, cioè il tormento, l’agonia e l’oscurità. Lo spirito immondo può ricavare queste energie dal malessere emanato dagli esseri viventi, pertanto si può ben dire che i demoni hanno bisogno di nutrirsi di grandi dosi di malignità per riuscire a manifestarsi. Pertanto i demoni si dilettano perlopiù nella violenza e nelle nefandezze, mentre altri preferiscono portare innocenti alla perdizione. La brama di perseguire questi scopi rende il male una naturale conseguenza dell’attività demoniaca.
Il demone è essenzialmente un’entità spirituale. Per poter avere contatto diretto con gli esseri viventi esso deve acquisire consistenza concreta, e può farlo possedendo sostanze naturali a cui può legarsi tramite un misterioso e arduo processo di graduale corruzione, simile ad una gestazione che dura fin quando il suo corpo non è completo. La “carne” demoniaca pesa il doppio di quella umana a causa della densità della materia da cui sono interamente formati: il necroplasma.
Il necroplasma è una sostanza alchemica pseudo-organica, di color plumbeo allo stato grezzo. Tutto il corpo demoniaco è formato da fluidi e tessuti elastici e resistenti di necroplasma assemblato in modo da sopperire alle esigenze strutturali e muscolari dell’organismo. Esso non possiede qualità particolari se non per la resistenza ai danni provocati da acidi e proprietà ignifughe che proteggono i demoni dalle fiamme dirette e dagli attacchi infuocati, ma non da temperature alte fino al punto di fusione dei metalli. È un materiale nocivo, ma non intrinsecamente velenoso, ed è tossico solo se ingerito o assunto in altre maniere. Per il resto è inerte e non ha nessuna proprietà utile in alchimia. Quella demoniaca è una ragionata organica elementare.
Manifestazione nel mondo materiale
L’incarnazione di un demone corporeo non è un processo facile, e nonostante i demoni dell’inferno invaderebbero tutti insieme il mondo in qualsiasi momento, solo pochi riescono effettivamente a farlo a causa di queste limitazioni.
La manifestazione può avvenire in diversi modi:
Evocazione: un demone passa direttamente dal mondo infernale al piano materiale tramite un rituale o un portale aperto temporaneamente, manifestandosi fisicamente nell’immediato.
Infestazione: uno spirito immondo sceglie una vittima spiritualmente raggirabile e la tormenta fino a provocare una breccia nell’anima che ne permette la possessione.
Trasformazione: un mortale reprobo raggiunge livelli di corruzione tali da scadere infine nell’apostasia definitiva, ed il suo spirito “discende” agli inferi tramutandolo in un demone. Questo può avvenire tramite diversi eventi o rituali, ma mai naturalmente.
Creazione: tramite un rito magico definito “trasmigrazione”, una sfera di cristallo contenente un demonio viene istallata dentro un costrutto alchemico che diviene un corpo di necroplasma. Se la sfera si danneggia, il fantoccio torna ad essere inerte e il demone “muore”.
Mezzidemoni e possessione
Per il resto, i demoni sono sterili ed incapaci di originare un proprio simile, ma alcune leggende parlano di mezzi-demoni nati da donne mortali possedute durante la gravidanza. In realtà, a differenza di come potrebbe suggerire il nome, i mezzidemoni non sono ibridi tra mortali e demoni, bensì gente indemoniata vittima di infestazione spirituale.
In particolari circostanze, uno spirito immondo può possedere un mortale; nel tempo, l’ossessione comincia a corrompere l’ospite che inizia a perdere gradualmente la propria natura in favore di quella del demone, in un processo di metamorfosi interiore ed esteriore che può procedere a ritmo variabile, esaurendosi nell’arco di secoli o millenni a seconda della resistenza esercitata dalla vittima. In questo modo, il ricettacolo terreno del demonio diventa una sorta di crisalide dove egli sviluppa la propria forma.
Una volta che lo spirito ottiene il sopravvento decisivo sull’anima prigioniera, l’avanzare dell’età può rallentare finanche ad interrompersi, e man mano che ciò accade i fenomeni biologici vengono gradualmente sostituiti dalla proliferazione del necroplasma, il quale inizia a diffondersi nel corpo della vittima come un tumore.
Una volta innescata, la mutazione corporea è irreversibile, e la liberazione non è più possibile anche con eventuali pratiche esorcistiche, poiché l’indemoniato è ormai divenuto un mezzodemone e le sue due nature sono inscindibili. La dualità nell’alternanza fra queste può essere fioca se una delle due è più dominante rispetto all’altra, o intensa se entrambe le coscienze sono abbastanza forti da contendersi il controllo. Quest’ultimo caso comporta un continuo attrito fra lo spirito demoniaco e l’anima mortale della vittima che, una volta cosciente della possessione, assiste con orrore allo scempio che il parassita compie della propria vita ed alle azioni a cui questo la obbliga. Il demonio acquisisce così anche la possibilità di spaziare fra i ricordi del ricettacolo, ricordando tutte le eventuali lingue parlate dall’ospite.
L’unico modo per prevenire l’annientamento finale dell’identità mortale è la distruzione fisica del mezzodemone. I tempi ed i modi della metamorfosi non hanno una progressione prevedibile e possono cambiare tra individuo e individuo. Nel momento in cui lo spirito mortale cede del tutto e svanisce, l’alternanza delle personalità cessa e il demone diviene il padrone incontestato del corpo che esce dalla sua condizione semidemoniaca.
Sebbene i mezzidemoni non siano intrinsecamente creature originarie degli inferi, vengono talvolta definiti “anime del Purgatorio”, menzionando un presunto piano dimensionale dove dopo la morte essi sono condannati a lottare in eterno col proprio demone, finché non saranno in grado di liberarsene nel tentativo di ascendere al Paradiso Terrestre, che fa da crocevia tra le varie dimensioni fra le quali gli spiriti redenti potranno finalmente scegliere dove trascorrere l’eternità. Se un posseduto si libera del proprio carceriere, lo spirito demoniaco rimarrà privo di un corpo come prima dell’infestazione.
Di indemoniati sparsi per il mondo, ce n'è più di quanti se ne riesca ad immaginare, ma la maggior parte di essi sono ossessi da spiriti talmente deboli da non essere in grado di influenzare neanche minimamente l'anima mortale prima che essa muoia, lasciando la loro natura inalterata. Se invece il demone riesce a forzare la vita di un corpo oltre la soglia massima del suo ciclo vitale, le cellule dei tessuti originali vengono sostituite dal necroplasma man mano che esse eccedono la loro aspettativa di vita, così il posseduto perde gradualmente se stesso.
Trasmigrazione diabolica e Raughbar
La pratica della “trasmigrazione diabolica” invece è molto antica ed è caduta in disuso nel tempo. Si trattava di un rituale che funzionava per evocare in forma terrena spiriti mai prima d’allora incarnati nel mondo materiale per aggirare il sigillo infernale. Richiamando dagli inferi uno spirito immondo lo si incastrava in una gemma chiamata “Raughbar”. Raughbar è una parola composita che in sidhe arcaico significa Dimora del Demone o più genericamente “cuore del mostro”, la sede dello spirito demoniaco, il suo centro vitale terreno. Indica una piccola sfera di cristallo purissimo, di circa 5 centimetri di diametro, in cui uno spirito può venire bloccato. Un demone può essere evocato e racchiuso al suo interno per venire successivamente inserito in un simulacro terreno, tramite un particolare rituale che gli permette di prenderne possesso e controllarne tutte le funzioni di movimento e di rigenerazione, man mano che la possessione corrompe le membra in necroplasma.
Il Raughbar è localizzato generalmente nel petto ma può anche essere situato o all’interno del cranio o del ventre del ricettacolo, in un nucleo rivestito da fasci esoscheletrici e pseudo-tendinei amalgamati in modo da offrir maggior protezione. Quando è presente, esso è l’unico vero organo interno nel corpo di un demone, come un cuore non pulsante da cui si dirama una rete di venature che raggiungono capillarmente tutto l’organismo, attraverso le quali scorre icore scuro ed energia negativa. Se il demone è un incantatore esperto, può anche riposizionare il Raughbar ovunque voglia nel proprio corpo o in oggetti che porta sempre con se, tramite un processo magico molto delicato in cui non si deve mai perdere il contatto mistico fra la sfera e il necroplasma. Se il Raughbar viene estratto in altri modi, il demone perde il controllo sul corpo e resta intrappolato nella sfera. Se invece esso si rompe, il corpo cessa di funzionare e lo spirito immondo torna negli inferi. Questo metodo permette di forzare l’incarnazione terrena di un dato demone, ma lo rende succube di un punto debole focale.
Aspetto fisico e somatica
I demoni sono una razza molto varia, sia da un punto di vista puramente fisico quanto da quello caratteriale, nonostante siano accomunati da vedute tetre e intenti malsani. Il carattere di un demone è un qualcosa di veramente complicato da descrivere, essendo una creatura istrionica spesso votata al male fine a se stesso.
L’identità, l’apparenza, la personalità e le qualità di ogni demone derivano dal cuore del suo spirito, un po’ come avviene anche per i mortali, salvo il fatto che la relazione tra uno spirito immondo ed il suo corpo necroplasmatico è meno intensa, ed indifferente in termini di sopravvivenza eterna a tutto ciò che è deperibile. Per questo esso non ha bisogno di organi di nessun tipo, ma ciononostante l’entità è perfettamente in grado di manovrare le proprie spoglie tramite il semplice legame spirituale con esse.
L’aspetto di un demone corporeo riflette la sua specifica natura abissale, vale a dire che le fattezze in cui il demone si incarna sono una rappresentazione del suo spirito, e benché molti sostengano che l’aspetto con cui si rivelano ai mortali sia una loro scelta, soltanto i mutaforma sanno davvero come modificare volontariamente il proprio necroplasma nella forma desiderata.
Altresì, il demone non è in grado di scegliere le proprie dimensioni, che hanno un limite dovuto all’enorme dispendio di energie da esso sacrificate per potersi incarnare corporalmente. Solo i demoni gargantuà hanno sviluppato la capacità di alterare la propria stazza, pur sempre senza alcun effetto sulle proprie forze fisiche che dipendono esclusivamente dalla potenza spirituale del demone. Esistono anche bestie inferiche colossali, ma questi vengono considerati alla stregua di mostri infernali persino dagli stessi demoni comuni.
La somatica demoniaca non trova riscontro statico nell'uguaglianza o nella similitudine che accomuna le altre razze ed è talmente variegata che addirittura ogni esemplare potrebbe potenzialmente essere diverso da tutti gli altri della sua specie. È vero che vi sono tratti ricorrenti che potrebbero ricordare la natura demoniaca, ma alcuni individui potrebbero apparire parzialmente o del tutto anomali in modi che neanche la fantasia riuscirebbe a suggerire, ed in tale varietà si incontrano entità diametralmente divergenti l’un l’altra, accomunate in maniera minimale a seconda della regione infernale di discendenza. Molti altri demoni invece assumono sembianze umanoidi, come ad esempio gli indemoniati, ed alcuni fra questi sono totalmente sprovvisti di connotati immediatamente riconoscibili all’occhio.
Dall’altra parte, a Sid, dove la presenza demoniaca non è un mistero, è divenuto comune l’errore opposto di identificare come demoni tutti quegli esseri intelligenti o semisenzienti non riconoscibili in nessun’altra razza.
I dettagli più iconici dei demoni corporei sono corna, speroni, coda, zanne, placche o pupille di colori insoliti, aspetto rettiliano o satiresco, presenza di deformità variabili, come ad esempio proporzioni inumane. Molti però sono accomunati dall’aspetto tipico di una bestia bipede con grosse corna e pelle vermiglia e squamosa – il demone classico. La testa è simile a quella umana, quasi sempre fornita di almeno un paio di corna tranne in rari casi. La forma dipende perlopiù dal clan del demone, ma non è fissa. Gli occhi possono assumere qualsiasi colorazione e la forma della pupilla può essere circolare o a fessura, se non addirittura invisibile, mentre i denti possono essere zanne acuminate.
La presenza di capelli o peli è rara, e se presenti spesso sono di colori scuri.
L’altezza dei demoni normalmente cambia da 1 a 2,50 metri circa (escluse le corna). Il peso oscilla da 40 a 600 chili. La struttura del tronco varia dalla conformazione più massiccia alla più esile. Una caratteristica comune è la naturale resistenza del torace, che nei demoni creati artificialmente viene scelto come la sede del Raughbar nonché della vita del demone. Gli arti, sia quelli inferiori che quelli superiori, sono particolarmente robusti e forti; le mani possono sfoggiare degli artigli retrattili che non supereranno mai la lunghezza di 15 centimetri, mentre le zampe possono essere quelle di un unguligrade con zoccoli o avere una forma più antropomorfa con un’altra serie di artigli retrattili.
La loro pelle è a volte liscia ed elastica a volte squamosa e resistente, ma è ad ogni modo in grado di assorbire molti più danni del previsto. Il derma può essere provvisto di peli o completamente glabro, ed in generale cambia fra esemplare e esemplare, come accade per tutte le altre caratteristiche anatomiche.
Anche la carnagione è di colore variabile senza alcuna limitazione, ma pelli troppo variopinte e sgargianti sono rare e danno nell’occhio.
Spesso possono avere spuntoni cornei in qualsiasi parte del loro corpo. Dopo un certo periodo dall’incarnazione essi possono sviluppare anche delle ali membranose dalla massima apertura di tre metri, solitamente di colori scuri e assomiglianti a quelle dei pipistrelli. Se sono presenti sono piuttosto resistenti ai colpi di taglio, mentre offrono minore resistenza ai colpi di punta; essendo comunque create con necroplasma si possono risaldare se amputate, immobilizzandole nel moncherino per un mese e lasciando che il necroplasma si rimargini. La loro la punta è spesso uncinata. Grazie ad esse si possono alzare in volo in un balzo, a patto di non esser trattenuti da nulla, altrimenti a seconda del peso del fardello il volo può essere impedito o rallentato. In aria possono sollevare fino alla metà del loro peso senza dover fare pause, se invece il peso trasportato equivale a quello corporeo, il demone può reggere la zavorra in aria solo per pochi minuti. Un demone può librarsi solo se le ali sono libere da qualsiasi copertura e legame. Durante le tempeste il volo è rallentato, a meno che il demone non possa superare la quota dell’intemperia. La planata è possibile solo a velocità non troppo elevate e il demone deve tenere conto delle distanze dal suolo per non andare in collisione. Il volo stazionario, ossia il rimanere sospeso in aria, permette di restare pressoché stabili senza spostarsi ma implica comunque un discreto movimento ed equilibrio e non consente di compiere azioni come mirare con armi da tiro in sospensione.
Il necroplasma di un demone può avere un odore neutro o puzzare di zolfo, ma non può mai profumare. Questo vale per la carne tanto quanto per la linfa necroplasmatica.
A causa del peso del necroplasma, i demoni sono un po’ più lenti di un umano di pari altezza. Demoni giganteschi accusano maggior impaccio, pur essendo più forzuti.
Forma materiale e forma demoniaca
Una distinzione molto importante da farsi è tra la “forma materiale” e la “forma demoniaca” che il demonio può assumere smaterializzandosi come se sublimasse dallo stato solido a quello aeriforme, apparendo come una massa nebulosa impalpabile dal plumbeo colore, che sebbene resti visibile non potrà né attaccare (e subire attacchi fisici), né comunicare con il mondo esterno, ma potrà fluttuare spostandosi a piacimento attraverso i muri e i solidi. Inoltre sarà in grado di interagire con altre entità spirituali. Da questa forma, che rappresenta la vera essenza primeva del demone, esso può accedere al piano del Paradiso Terrestre, ossia il confine tra il mondo terreno e quello spirituale. Oltre a tutto ciò, un demone in questa forma non può compiere molte altre azioni.
Bisogni, immortalità e rigenerazione
Sebbene la testa sia per i demoni corporei un centro di coscienza come per altre creature, ed anche se possono accusare danni fino a subire il decesso corporale, essi non hanno veri e propri organi vitali o funzionali, se non una blanda imitazione di quelli di un vivente. Essi non hanno bisogno di aria, acqua o cibo per sopravvivere, pertanto non devono respirare, bere o mangiare, seppur possano comunque farlo senza conseguenze. Alcuni demoni possiedono rudimentali apparati vagamente riconducibili a quelli dei mortali. Qualsiasi cosa organica venga ingerita viene eliminata o corrotta in necroplasma, ma il demone non ne assimila nutrimento, tutt’al più soltanto massa corporea. Inoltre un demone non può neppure raggiungere l’ebbrezza alcolica o subire l’influenza di droghe, veleni o malattie.
I demoni non necessitano di dormire, sebbene una quiete meditativa li aiuti a distribuire le energie e rigenerarsi.
Sia l'anima che il corpo di un demone sono immortali nel tempo e la vecchiaia non è una preoccupazione che lo riguardi. Premesso questo la “morte” di un demone può essere di due tipi:
* Spirituale: la distruzione del Raughbar o l’esposizione prolungata ad aure positive possono espellere il demone dal suo stesso corpo.
* Fisica: avviene per decapitazione o danneggiamento eccessivo del corpo materiale.
Il primo caso si verifica solo quando è presente un Raughbar che viene spezzato da un forte colpo che il demone subisce nel punto in cui la sfera di cristallo è nascosta. Tale colpo deve avere la potenza tale da fracassare l’apparato osseo, penetrare il necroplasma intorno al Raughbar e romperlo. In questo caso il legame tra spirito immondo e corpo fisico viene reciso.
Il secondo caso si verifica se durante una battaglia o altri eventi il corpo del demone subisce delle lacerazioni che provochino eccessiva perdita di icore necroplasmatico impedendo la rigenerazione, o ferite troppo gravi per essere rimarginate.
Per il resto, un demone gode di rigenerazione totale in quanto il loro icore può rimodellarsi in modo da chiudere qualsiasi ferita, persino saldando arti o membra mozzate. Tuttavia, più saranno seri i danni, più la guarigione debiliterà la creatura.
Sensi e percezioni sovrannaturali
I sensi corporei demoniaci non sono degni di nota, a favore dell’abilità unica di percepire il sovrannaturale, che gli permette di carpire qualsiasi tipo di presenza spirituale e riconoscere la stessa “traccia mistica” del male grazie alla familiarità con l’energia oscura. Oltre che a rilevare la prossimità di angeli o altri demoni, sono in grado di individuare la presenza di spiriti incorporei, senza però nessun vantaggio nel comunicare con loro; per poterci parlare, un demone deve trovarsi in forma demoniaca, fermo restando che in tale forma sarà anch’egli incapace di comunicare col mondo. A differenza delle creature mortali, la sede di tutti i sensi è lo spirito demoniaco, essendo il corpo necroplasmatico un mero veicolo materiale; questa è la spiegazione per cui essi vedono e sentono indipendentemente dalla forma in cui si manifestano. Oltre a ciò, possiedono la cosiddetta “Visione del Vero”, ossia la facoltà di distinguere il calore della vita dal gelo della morte, che gli consente di discernere tra i viventi e i defunti, riconoscendo così i non-morti e i vivi che si fingono deceduti. Questa abilità però non funziona passivamente ed il demone deve prima concentrarsi per potersi accertare dello status di chi ha dinnanzi.
Per il resto, gli altri sensi corporei sono regolari ed a tratti meno fini di quelli umani, come la vista, che risente di determinate eccezioni: allo stadio spirituale, il demone potrebbe avere una visuale anche sferica rivolta verso ogni direzione, ma con questo tipo di visuale vedrebbe tutto molto sfocato, distorto, incolore e non percepirebbe la profondità, quindi ha imparato a concentrare la visuale in una sola direzione come fanno gli umani, veicolando una visione più precisa attraverso le cavità oculari, se presenti, o ciò che svolge la funzione di un volto. Tuttavia, i demoni possono riposizionare il cono visivo in qualsiasi punto del corpo, e ciò comporta che essi non hanno strettamente bisogno degli occhi per vedere. Il punto di vista non è comunque semplice da spostare, e se l'organo fisico corrispondente dovesse essere accecato, il demone non sarebbe in grado di vedere per più di un'ora prima di ripristinare una visione ottimale spostando la prospettiva. Anche il tatto è simile a quello umano se non fosse per la resistenza al dolore duplicata a causa della ridotta sensibilità dovuta all’assenza di veri e propri nervi pulsanti. L’udito è di portata media, il gusto potrebbe essere analogo a quello umano, l’olfatto inferiore, e talvolta questi ultimi due potrebbero anche essere assenti.
Moralità, sacro e luoghi maledetti
Le creature demoniache sono reputate l’incarnazione del male per antonomasia, e quest’idea è avvalorata dall’effettiva repulsione verso qualsiasi forma di santità, per quanto risentano solo delle cose consacrate ad Asgarth e non ad altri dei. Essi non possono neppure impugnare un artefatto benedetto senza almeno rischiare di perdere l’arto. Sono concretamente infastiditi dalla forza sacra che avvertono in prossimità degli angeli bianchi, con la quale la propria aura oscura entra in conflitto. Questo effetto assume proporzioni drastiche quando sono circondati da un’atmosfera benedetta troppo forte; di fatti i demoni inferiori non possono assolutamente entrare in luoghi consacrati alla luce spirituale quali il Tempio di Asgarth, pena la morte corporale. I più forti possono comunque permanervi per poco senza accusare un progressivo indebolimento. Si conosce solo un caso recente di un’entità demoniaca che abbia violato il Tempio, e l’evento resta tuttora un mistero. Al contrario, dato che la natura del demone gode del male che affligge il mondo, essi trovano perfettamente a proprio agio nei pressi di posti come la Zona Maledetta da cui sembrano attingere vigore, o infestando altre aree pregne di tragedie in cui l’oscurità ristagna.
Per lo stesso motivo i demoni vengono attirati da persone malvagie ed egoiste che fungono da catalizzatori di corruzione. Diviene allora comprensibile il motivo per cui costoro siano proprio gli obiettivi più sensibili di possessione demoniaca; il detto che una persona cattiva “ha i diavoli intorno” trova riscontro in ciò.
Psicologia e rapporti con le altre razze
I demoni, in quanto creature spirituali, possiedono delle doti mistiche che gli permettono di ricorrere all'aiuto dell'inferi lanciando maledizioni. Ciononostante, l’energia del demone si riversa per di più nel corpo vestigiale, per cui dispongono di maggiore forza fisica che mana, e sono molto portati per la violenza selvaggia. La loro potenza complessiva è però spesso mitigata dal dispendio di energie dovuto allo sforzo continuo per mantenere il controllo sul corpo necroplasmatico. La creatura avrà modo di acquisire maggiore stabilità con l’esperienza, dunque adattandosi gradualmente al mondo terreno ed alle sfide da esso proposte.
Anche se parecchi sanno comunicare, i demoni corporei sono reputati bestie feroci per definizione; infatti nella propria riscoperta possanza fisica e grazie alla possibilità di ledere materialmente, essi tendono talvolta a perdere lucidità abbandonandosi ad un’attitudine di furia cieca e brama di sangue. In tal modo si sono guadagnati la reputazione di creature molto forti ma poco intelligenti, stereotipo solo in parte vero, visto che molti di essi posso anche far uso di un notevole acume, dato che in linea di massima sono sempre creature antiche, astute e maliziose e la loro mente non va assolutamente sottovalutata.
Per indole, detestano ugualmente qualsiasi mortale, ritenendo l’effimerità della loro condizione ridicola e inaffidabile, per quanto non nutrano scrupoli nello sfruttare umani e simili. Creature come nani, mannari ed altri esseri senzienti ricevono la stessa considerazione. Esseri come elfi, fate, centauri ed altri popoli sidhe ricevono particolare disprezzo a causa della loro fama positiva. Ma il culmine del risentimento è rivolto verso gli angeli bianchi, verso cui l’ ira è incontenibile. L’odio verso tali entità è talmente profondo che, di rimando, ne sono spesso depositari anche gli angeli neri per via delle somiglianze, nonostante questi siano forse più affini coi demoni che ai bianchi emissari.
Razze corrotte come quella dei vampiri vengono generalmente meno stigmatizzate rispetto alle loro origini mortali, ed addirittura i drow potrebbero arrivare a godere di una certa simpatia data la loro naturale inclinazione a patteggiare con forze abissali.
Comunque i demoni non sono abituati a stringere legami con qualsivoglia individuo, se non perché l’occasione lo richiede, ed una volta assolte le priorità, patti o clausole perdono importanza. I demoni più subdoli tentano occasionalmente di presentarsi in vesti amichevoli o accattivanti per il soggetto delle proprie intenzioni. Essi tendono ad agire in qualsiasi maniera vada garantendo la riuscita dei propri intenti; potrebbero fingere di sottomettersi, arrendersi e inscenare persino amicizia, per poi voltare le spalle o palesare la propria vera natura in qualsiasi ghiotta occasione.
Società infernale, divinità e clan
Seppur i demoni siano indipendenti dagli dei, possono adorare divinità oscure come la Nera Madre o Chaos. Nemmeno i demoni rinnegati, coloro che professano buoni ideali posso accostarsi ad Asgarth in quanto esso stesso è stato a confinarli nell'inferno e la sua presenza li repelle. Altri invece idolatrano demoni superiori e semidei infernali come i cosiddetti titani. La divinità più servita è senza ombra di dubbio Chaos, che comanda schiere sterminate di diavoli negli inferi ed è da molti ritenuto il creatore della razza. Talvolta, sussistono rapporti particolari fra alcuni demoni e svariate entità di natura diversificata, arbitrati dalla casistica dell’occorrenza, ma tutti quelli che non sono legati a simili vincoli fanno un pochino quello che gli pare, come di consueto. Del resto, non vi è un senso d’appartenenza fra i demoni, tranne quello interno ai vari clan che definiscono l’identità dei vari demoni secondo delle caratteristiche che questi hanno in comune: infatti, nonostante essi siano esseri interplanari, i demoni che vagano nel mondo si sono aggregati in sorta di società terrena organizzata in una gerarchia stabilita dalla potenza, al vertice della quale può esservi un principe che è riuscito a conquistare il dominio su tutti i clan fuori dal proprio. Le relazioni fra demoni, anche all’interno dello stesso clan, sono arbitrate da interesse, timore, inganno e beneficio più che da sincero rispetto per la gerarchia, e difficilmente uno di essi si spende per terzi senza prevederne un ritorno. Esistono anche situazioni di sincera riverenza ma in ogni caso dipendono da meccanismi alieni ai legami emotivi sentiti da altre creature mortali e non.
{Tipologia di clan: ordini.} Gli spiriti infernali sono talmente vari e caotici che non sarà mai possibile conoscerne interamente i misteri, e l’origine della divisione fra i vari clan resta ignota. Essa si basa prettamente sulla “natura spirituale” dei diversi demoni, cioè sull’identità e sulle capacità personali di ogni individuo. Per capire meglio “in che senso”, bisogna conoscere le differenze tra i vari clan demoniaci:
- Clan dei Tarasque: anche noti come “diavoli”, sono i classici demoni dell’iconografia siddiana. Personificazione della pura iniquità, i loro pensieri sono totalmente perversi ed unicamente rivolti ad intenti maligni, al punto che il termine “diabolico” è un attributo derivante dal loro nome. Si identificano nel tarasque, la bestia distruttrice dei miti, così come loro sono forieri di rovina; aborrono e ignorano qualsiasi idea di virtù e misericordia e sono coloro che traggono più ristoro dal tormento e dalla corruzione di chiunque incrocino. Sono particolarmente crudeli nella maniera meno sofisticata, amano spargere sangue e dare libero sfogo violento all’odio spontaneo che covano contro ogni cosa, riuscendo ad autoindursi in stati di furia bestiale totalmente fine a se stessa senza nemmeno abbisognare di istigazione.
Congruamente alla loro natura brutale, si incarnano in forma di creature mostruose dall’aspetto rettile, compiaciuti dal timore che la loro visione infernale incute, la quale non può essere camuffata ad eccezioni delle ali, costituite da una membrana che possono ritrarre a piacimento dentro la schiena. Queste, assieme ad altri tratti tipici come corna, code appuntite, artigli, lingue forcute, zanne e squame cremisi, oltre all’indole invariabilmente maligna, esaltano il clan come il paradigma demoniaco. Il tarasque è riconosciuto come il demone “medio”, ma al contrario di ciò che questo comporterebbe per qualsiasi altra creatura, nel caso di demoni invece significa che ognuno di loro tende ad essere talmente differente dal resto della stirpe che si potrebbe considerare un esemplare unico. Questo proprio a causa della caoticità che è emblematica della razza demoniaca, della quale i diavoli sono i rappresentanti per eccellenza. Infatti, nonostante sia possibile identificarli praticamente all’istante a causa degli elementi comuni, i tarasque come molti altri demoni sono talmente divergenti che spesso non hanno nulla a che spartire fra loro stessi e se fanno fronte comune non è quasi mai per vero spirito di fratellanza quanto per disprezzo verso il resto del creato. La storia siddiana riporta uno dei rari eventi nel quale questa stirpe non solo ha dimostrato orgoglio nel riunirsi sotto un’appartenenza razziale, ma in cui il loro principe Ged è asceso riuscendo ad imporsi alla guida di tutti gli altri clan nel regno per un periodo. È superfluo sottolineare che fra le loro peculiarità non v’è ne modestia, ne umiltà, ne la volontà di farsi di lato delegando ad altri il potere e la supremazia.
- Clan degli Indomabili: Spiriti anche noti come “oni”, la presenza di questo clan in questo mondo ha radici antichissime al punto che i suoi esponenti ritengono di essere i pionieri dell’intera razza sul piano terreno. Condividono un portamento altero e riservato nei confronti di tutti gli altri gruppi demoniaci, verso cui non sentono alcun legame, al punto da svilire i rapporti con le altre stirpi. Si dice provengano dalle lontane terre d’oriente del Vao-lo, per quanto i demoni non abbiano una vera patria in questo mondo in quanto originari della dimensione infernale. Laggiù nell’est oltreoceano, sono noti per il temperamento schivo e temperato, per questo non vengono disturbati se non per necessità; la loro cattiveria è infatti sepolta sotto un labile velo di rispettabilità che ostentano anche e soprattutto in faccia agli altri demoni. Infatti sono gli spiriti demoniaci che più di chiunque altro nutrono l’orgoglio; tendono a curare i propri affari terreni, sono insolitamente dosati nelle proprie azioni e potrebbero anche sembrare benevoli fin quando non si sentono provocati. Questo manto di equilibrio si lacera di fronte alla loro superbia, che raggiunge vette di narcisismo assoluto, per il quale non nutrono fede in niente e in nessuno se non nei propri scopi e nelle proprie convinzioni, il che li rende forse i più idealisti fra tutti i demoni. Se provocati, dimostrano una crudeltà che non ha nulla da invidiare alla peggior feccia degli abissi.
Alcune antiche raffigurazioni li rappresentano come possenti cavalieri neri celati dietro pesanti armature, fra cui il tipico elmo sotto la cui visiera non è possibile intravedere altro se non due tizzoni ardenti all’altezza degli occhi. Spesso si incarnano come imponenti semiumani dai connotati feroci o ibridi di fattezze ferine, alti sui due metri, provvisti di corna ricurve e di un paio di ali piumate simili a quelle di angeli neri, che mentre molti camuffano detestando l’associazione, altri sfruttano nel cercare di passare per angeli.
La loro particolarità è il modo in cui la loro forma terrena pare attraversare un ciclo vitale umanoide: dal primo momento in cui si manifestano fisicamente, infatti, assumono le sembianze di un infante, che negli anni attraversa le fasi della fanciullezza fino a maturare definitivamente nella propria versione “adulta”. Ciononostante, non possiedono un vero ciclo vitale e non sono soggetti ad invecchiamento.
Sono i carcerieri del piano infernale dell’Ade, un luogo di tormento per le anime di mortali senza dèi condannati a scontare un contrappasso per gli abomini commessi in vita. Sono in grado di concentrarsi per evocare le esalazioni infernali che li avvolgono come una nebbia proteggendoli in caso di pericolo, dimezzando la propria forza a causa delle energie consumate a vantaggio della difesa che viene raddoppiata.
- Clan dei Kronos: Mutaforma anche noti come “incubi” (succubi al femminile), sono demoni amorfi che come si può dedurre possono mutare a piacimento le proprie fattezze plasmando volontariamente i propri corpi di necroplasma; a differenza dei nefilim però, non possono variare di molto la propria stazza, limitandosi a comprimere la propria massa nel caso in cui debbano trasformarsi in qualcosa di piccolo come un animale. Condividono col resto della specie i tipici tratti di superbia, perversione e crudeltà, ma tendono ad essere più discreti e schivi rispetto a diavoli e satanassi affini. Sono creature empie ma ciononostante possiedono una sorta di retaggio religioso, tendendo ad adorare divinità oscure piuttosto che servire unicamente il proprio egoismo. I mutaforma possono copiare l’aspetto di qualsiasi creatura o oggetto abbiano di fronte ed amano celarsi tra le ombre e cambiare spesso la loro identità per raggirare le vittime e sorprendere i nemici. Come suggerito dalla loro natura ambigua, sono esseri subdoli che antepongono la manipolazione e l’inganno alla forza bruta, e preferiscono tentare per indurre alla perdizione anziché ricorrere alla violenza; infatti sebbene siano sempre molto forti, sono i meno coriacei fra i demoni ed i più facili da sopraffare fisicamente. Queste mancanze sono sopperite dalle loro terribili abilità, ma seppur possano assumere le sembianze di qualsiasi cosa, non riescono ad acquisirne tutti i poteri e peculiarità, quindi un incubus o una succubus possono tramutarsi in un serpente senza secernere veleno, in una spada ma suscettibile agli impatti e priva di filo tagliente, mentre invece potrebbero nuotare abilmente col corpo di un pesce e volare se diventassero un uccello. Se mutassero in oggetti e creature con corde vocali inadatte, non parlerebbero a meno di non generare un organo adeguato.
Nessuno può dire quale sia la loro forma originaria e neppure se ne abbiano mai avuta una ormai dimenticata in epoche di metamorfosi, ma nei resoconti alla Torre della Stregoneria sono raffigurati come esseri inquietanti dalla pelle spugnosa e lattiginosa e gli occhi vitrei completamente privi di iride e pupilla, integralmente glabri e con piccole orecchie a punta vagamente elfiche, senza ali. I miti spesso li ritraggono assumere l’identità di uomini e donne alati dall’aspetto ammaliante, cavalli neri scheletrici seguiti da una nebbia scura, serpenti o satiri. Assieme ai mezzidemoni sono quelli che meglio si confondono tra la gente comune, potendo camuffare corna, coda, ali, zanne, artigli, occhi, pelle e quant’altro meglio di qualsiasi loro simile. L’origine di questo clan è attribuita al piano infernale del Tartaro, una voragine di tenebre e vuoto sconquassata da infinite bufere provocate dalle titaniche ali dello Ziz.
- Clan dei Gargantuà: anche noti come “nefilim”, sono demoni bestiali caratterizzati dalla facoltà di mutare le proprie dimensioni, ma non l’aspetto. Questo vale a dire che hanno le capacità opposte di quelle degli incubi, e possono agevolmente oscillare tra la stazza di un pigmeo e quella di un gigante, senza però mai cambiare sembianze.
Grazie al cielo non dispongono di ali per cui non potranno mai levarsi oltre la loro capacità di crescita massima. Inoltre, qualsiasi sia la loro grandezza, la capacità di movimento non ne viene mai a beneficiare in maniera sostanziale, in quanto la metamorfosi consiste in un impulso di contrazione che causa la compressione o la dilatazione del necroplasma, che gli permette di rimpicciolirsi o allargarsi senza sostanzialmente modificare la solidità strutturale e la forza dell’individuo. In pratica un gargantuà può essere più o meno ingombrante, ma ingrandirsi non ne accresce esponenzialmente la forza così come rimpicciolirsi non lo rende rapido. Ciò non sia fuorviante: i nefilim sono energumeni brutali persino per la norma dei demoni, e la fisica non tradisce il fatto che sia comunque più rischioso essere calpestati da un gargantuà di dieci metri che da uno di cinquanta centimetri, ma che i ogni caso possono spezzare ossa anche nella loro versione più minuta.
In cambio questi demoni difettano di acume, rappresentando senza attenuanti lo stereotipo del demone primitivo e orchesco incapace di realizzare i limiti della propria forza. Solo con la progressiva esperienza nel mondo un gargantuà può parzialmente darsi una svegliata ed essere meno sprovveduto, ma i più regrediti hanno persino difficoltà ad esprimersi in qualsiasi linguaggio differente dell’abissale o a contenere i propri impulsi distruttivi senza riuscire nemmeno a capire situazioni di rischio e svantaggio. Oltre alla stazza variabile ed all’assenza di ali, i nefilim corporei possono presentare particolarità anatomiche come la presenza di corna più sottili alla base ma che si ingrandiscono aprendosi in più punte ramificate verso l’alto, con un profilo più dendritico e irregolare rispetto alle corna lisce e spiraliformi di altri demoni.
Dichiarano frequentemente di provenire dal girone infernale della Geenna, anche nota come “pozzo dei giganti”, la casa della bestia titanica nota come Behemoth. Questa sacca dimensionale è reputata la fogna degli inferi, un luogo brutale e abietto persino per i canoni demoniaci, dove vengono esiliati i reietti dei reietti.
- Clan dei Leggendari: anche noti come “daimon”, sono demoni che accompagnano e guidano i mortali contro le minacce provenienti dal proprio stesso mondo. Ribelli fra i ribelli, pur restando creature del caos non amano infliggere sofferenza agli innocenti, ma al contrario sono loro d’aiuto, e godono solo delle crudeltà inferte ai malvagi – o a quelli che essi reputano tali, in quanto i demoni tendono a non riconoscere la differenza tra bene e male. Sono infatti irrefrenabili spiriti della vendetta, sempre alla ricerca di un’offesa da retribuire, e quando non hanno questioni personali in sospeso tendono a farsi carico delle cause altrui, come se andassero a caccia per diporto, ma di torti impuniti anziché di selvaggina. È comune che i daimon corporei sviluppino una sorta di legame affettivo con individui, famiglie o luoghi come case o ambienti naturali. Questo vincolo è qualcosa di talmente morboso che può portare il demone dall’essere un fedele guardiano e consigliere al maturare una vera ossessione persecutoria, ma resta ad ogni singolo daimon la capacità di contenersi. Storie di tali creature sopravvivono nelle leggende dei mortali, in cui il mostro dall’animo buono si lascia intenerire e rivolge la propria furia contro i suoi stessi simili. Ma queste sono per l’appunto reputate delle leggende – da cui proviene il titolo di “demoni leggendari”. Le storie li raffigurano simili ad esseri umani con occhi infuocati nell’aspetto come nell’indole, ma non v’è un canone di riconoscimento rigido se non per il fatto che si manifestano in forma antropomorfa: quattro arti, posizione eretta, pollici opponibili. Alcuni si incarnano infatti in sembianze umanoidi, ninfali o satiresche. Sebbene alcune storie affermano che il vecchio capoclan dei Leggendari di Sid potesse volare, i daimon non hanno mai ali, ma sono acrobati per natura e più agili di qualsiasi altro demone, a causa della peculiare tonicità muscolare. Infatti sono gli unici demoni che posseggono una forza tale da bilanciare perfettamente il peso specifico dei tessuti necroplasmatici in modo da azzerare il deficit di agilità che grava sugli altri clan.
Nonostante tutto rimangono dei demoni, che traggono giovamento dalle emanazioni di dolore e malvagità, ma hanno saputo convogliare questa necessità a vantaggio della propria indole sviluppando una vera e propria abilità vampiriaca che permette loro di assimilare il flusso delle energie negative sprigionate dopo l’eliminazione di creature malefiche. La malignità condita dalle colpe delle vittime libera un potere oscuro talmente grande che permette ai daimon di rigenerare praticamente all’istante le forze perdute.
Sono i guardiani spirituali del piano infernale del Limbo, una dimensione dove l’eterno oblio viene concesso a quelle anime dannate che hanno ormai scontato la loro pena nell’Ade.
Presenza a Sid e integrazione
C’è da ricordare che ogni demone può differire molto l’un dall’altro, e nonostante i membri di un clan condividano determinati aspetti, l’apparenza estetica qui descritta non è altro che una linea guida ed ogni singolo demone può essere un’entità a se stante molto complessa e sorprendente. La manifestazione fisica non è realmente ciò che definisce un demone nella sua essenza, ma è piuttosto l’inverso. Ciononostante, gli esponenti di questi clan, ossia i demoni che possono godere di diritti civili nella giurisdizione siddiana, sono quasi sempre di apparenza umanoide, con una testa, un volto, un tronco, con due arti superiori e due inferiori. Questo paradigma non è scontato, perché la definizione di demoniaco abbraccia una varietà virtualmente illimitata di entità, le quali possono incarnare bestie mostruose e prive di qualsivoglia razocinio. Mentre questa distinzione fra demoni bestiali e civilizzati è insensata nella loro dimensione d’origine, essa è naturale nell’ottica del buonsenso mortale, dal cui punto di vista l’accettare demoni come membri attivi della società già di per se vissuto come una forzatura senza precedenti anche per una comunità multirazziale come quella siddiana. Figurarsi il concepire di accogliere qualsiasi tipo di orrore abissale!
Resta il fatto che, nonostante le opportunità concesse ai demoni di Sid, pochi di loro sono realmente inclini ad integrarsi, ed il popolo è sempre restio ad accettarli apertamente. La maggior parte di questi infatti mantiene il senso di odio universale paradigmatico degli inferi e non si adatta mai del tutto al mondo terreno, e se adottano atteggiamenti di tolleranza è quasi sempre un compromesso che costringe nell’animo demoniaco un crescente sentimento di frustrazione repressa.
Come già detto, i demoni preferiscono aggirarsi in luoghi che rispecchiano la loro natura, come la Zona Maledetta, un’area a loro familiare poiché pregna di energie negative in cui si trovano più a loro agio, e priva del clima a loro ostile trovato nel resto della città. L’avvistamento di demoni che girovagano apertamente per le aree residenziali resta un evento raro e inaspettato, che genera preventivamente uno stato di allerta prima ancora che la creatura possa avere modo di causare problemi. Dal canto loro, i demoni storicamente insidiati nel regno sono coscienti sul come muoversi in esso evitando di destare troppo l’attenzione; ormai da anni prima e dopo la guerra hanno smarrito la spavalderia di uscire allo scoperto, da quando l’organizzazione che era riuscita nel difficile compito di raggrupparli in uno schieramento più o meno coeso ha perso le briglie dei clan. E mentre la superbia di diavoli ed oni rende impossibile per gli uni accettare il predominio degli altri, i daimon si oppongono ai propri stessi simili mentre le stirpi rimanenti reclamano la propria autosufficienza, in un panorama in cui nessun clan sente alcun legame e la cooperazione sembra utopica.
Data la loro natura immortale non sono particolarmente attaccati a beni terreni, anche se a Sid in molti hanno dovuto fare del denaro la propria via. Le motivazioni legate alla presenza di un demone nel regno possono essere plurime, ma la cosa che conta di più per ognuno di essi è soddisfare le proprie esigenze e l’obbiettivo che si è prefissato da perseguire nel mondo, qualsiasi esso sia, ed i soldi non sono visti che come un mezzo per arrivarci.
Nomi segreti, evocazione e lingue
Ogni demone può diventare noto con diversi nomi durante le epoche, ma possiede un solo nome originario, un’espressione inferica che ne definisce l’archetipo; a prescindere dal fatto ch’esso sia un suono in lingua abissale pressoché impronunciabile, qualsiasi demonio ne custodisce il segreto con la massima attenzione, poiché parrebbe che la conoscenza di questo suono ancestrale garantirebbe ad un evocatore particolarmente dotto nelle arti occulte il totale asservimento del demonio. Un cabalista esperto, dotato di reliquie e amuleti sacri ed in grado di richiamare il potere ancestrale del Sigillo di Asgarth, dei cerchi protettivi di Gillean, invocazioni in celestiale ed altre potenti difese magiche, potrebbe sfruttare la conoscenza di un nome demoniaco per soggiogare totalmente un demone, costringerlo a rivelargli i propri segreti, tormentarlo, schiavizzarlo finanche ad imprigionarlo all’interno di un raughbar, di un feticcio oppure nuovamente negli inferi una volta esaurito il suo utilizzo.
Lingue disponibili:
* Comune: lingua parlata a Sid
* Abissale: il linguaggio nativo di tutto l’inferno, l’abissale (o inferico) è parte del patrimonio di consapevolezze innate nel demone. È una lingua dalla fonetica aspra e gutturale, ed praticamente impronunciabile da creature di altra natura. Difficile comprendere se un demone stia grugnendo o si stia cimentando nella formulazione di un discorso complesso.
Fondamentalmente si tratta di un linguaggio utilizzato per interagire sul piano ultraterreno, ed è plausibile che le condizioni fisiche che implicano una deformazione della fonetica ne limitino l’espressività nella dimensione materiale, mutilandola e privandola di parte dei suoi significati. Udirlo induce una spontanea sensazione di disagio, e se una creatura di luce dovesse provare a parlarlo proverebbe un’innaturale insofferenza al suono della propria stessa voce. Di rado si trova scritta in una forma arcaica di complicati glifi cuneiformi che possono essere decifrati con molta difficoltà in quanto praticamente indistinguibili gli uni dagli altri se non per impercettibili dettagli.

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